santuario Yasaka kyoto foto

Cosa vedere a Kyoto in 3 giorni: templi, Gion e Arashiyama

Kyoto in 3 giorni: l’itinerario che rifarei domani

Kyoto in 3 giorni: itinerario completo + come muoversi tra templi, mercati e quartieri storici

Autore: Domenico Puzone | Fonte: Giapponismo.com | Pubblicato il:

Un itinerario pratico per visitare Kyoto in 3 giorni, con tappe iconiche come Fushimi Inari, Kiyomizudera, Arashiyama e Gion, più alternative per 4-5 giorni. In fondo trovi anche consigli chiari su trasporti (bus, metro, treni privati) e su come pagare senza stress con Suica/Pasmo. 

Kyoto è una di quelle città che finiscono sempre in cima alla lista quando si pensa a un viaggio in Giappone, e capisco benissimo perché: qui la tradizione si respira a ogni angolo, tra templi, santuari, quartieri storici e scorci che sembrano usciti da un’altra epoca. Il problema, semmai, è l’opposto: c’è così tanto da vedere che scegliere cosa inserire in programma può mandare in confusione. Ho già pubblicato un articolo su cosa vedere a Kyoto in generale, ma è il caso di parlare di cosa vedere in 3 giorni.

Proprio per aiutarti a organizzarti senza stress, ho messo insieme un itinerario pratico di 3 giorni a Kyoto, pensato per farti vivere il meglio della città nella regione del Kansai. In più, lungo il percorso, ti lascio anche qualche spunto per escursioni nei dintorni, così puoi personalizzare la tua tabella di marcia in base al tempo e alle tue energie.

Questo itinerario è pensato per portarti dritto nei punti simbolo di Kyoto, quelli che ti fanno dire “ok, adesso capisco davvero questa città”. Si parte da Gion con una visita al santuario Yasaka Jinja, poi si prosegue verso Kiyomizudera passando per le stradine da cartolina di Sannenzaka e Ninenzaka. A fine giornata mi piace infilarmi a Pontocho e camminare lungo il fiume Kamo, soprattutto quando le luci si accendono e l’atmosfera cambia completamente. Nel programma entrano anche i grandi classici come Kinkaku-ji e Ryoan-ji, il castello di Nijo, Ginkaku-ji con il Sentiero dei Filosofi, il santuario Heian, una tappa al mercato di Nishiki e, ovviamente, Arashiyama con la sua celebre foresta di bambù.

Se hai più di 3 giorni a Kyoto, ancora meglio: puoi aggiungere altri quartieri e angoli meno turistici con itinerari “a tema” da fare in una giornata. E se preferisci alternare città e dintorni, ci sono diverse escursioni in giornata da Kyoto che permettono di rientrare la sera senza cambiare hotel. Più avanti ti lascio anche alcune varianti, così puoi sostituire qualche tappa e adattare la route al tuo ritmo e a quello che ti ispira di più.

Top 3 Tour a Kyoto

Se vuoi aggiungere un’esperienza “facile da incastrare” nell’itinerario, questi sono i 3 tour che consiglio più spesso.

Giorno 1 a Kyoto: itinerario tra i grandi classici

Il primo giorno a Kyoto, se voglio andare sul sicuro, lo dedico alle tappe più celebri: quelle che ti fanno entrare subito nel mood della città tra santuari, templi e quartieri storici. E ti dico di più: se avessi soltanto un giorno per vedere Kyoto, seguirei proprio questo giro, perché concentra tante “cartoline” in un’unica giornata senza complicarti la vita.

  • Santuario Fushimi Inari
  • Tempio Kiyomizudera
  • Sannenzaka, Ninenzaka e le colline di Higashiyama
  • Santuario Yasaka e Parco Maruyama
  • Tempio Chion-in
  • Canale Okazaki e Santuario Heian

Santuario Fushimi Inaritorii fushimi inari kyoto

Tra i posti più fotografati di Kyoto, Fushimi Inari è quello che mi dà sempre la sensazione di entrare in un’altra dimensione: il sentiero sale sul Monte Inari e, per chilometri, è coperto da una sequenza infinita di torii rossi. Proprio perché è super famoso, qui la regola è semplice: o arrivi prestissimo oppure ci vieni verso il tramonto, quando i gruppi iniziano a sparire e l’atmosfera torna più “Kyoto” e meno “parco a tema”.

Io lo metto quasi sempre come prima tappa della giornata. Se dormi in zona stazione di Kyoto, ci arrivi in un attimo: bastano poche fermate con i treni JR e ti ritrovi subito all’ingresso, senza complicazioni.

Tempio Kiyomizudera

Se devo scegliere il tempio simbolo di Kyoto, Kiyomizudera è tra i primissimi: è famoso per la sua terrazza panoramica sorretta da enormi pilastri di legno, costruita senza usare chiodi o malta. Da Fushimi Inari alla zona di Kiyomizudera calcola in media 35–40 minuti porta a porta, considerando spostamenti e camminata.

Una volta dentro, non limitarti alla vista principale: io mi prendo sempre il tempo di curiosare tra i dettagli e i punti meno affollati. E poi c’è la tappa “obbligatoria”: le fontane della cascata Otowa-no-taki. La tradizione dice che bere porti fortuna, ma occhio a non esagerare: meglio scegliere una sola delle tre, perché berle tutte non è visto benissimo.

Le salite di Higashiyama

Uscito da Kiyomizudera, la parte più bella è proprio il percorso a piedi: le stradine che scendono e collegano le tappe successive sono un concentrato di Kyoto come me la immagino io. Lungo il tragitto puoi incrociare la pagoda Yasaka, uno degli scorci più iconici della città, e poi perderti tra Sannenzaka e Ninenzaka, tra botteghe, case tradizionali e piccoli dettagli che ti fanno rallentare senza nemmeno accorgertene. Curiosità: qui trovi anche uno Starbucks dentro un edificio storico in stile Edo, perfetto se vuoi una pausa “strana” ma scenografica.

Se la zona l’hai già vista o vuoi aggiungere qualche deviazione più interessante, puoi allungare con tappe come Ryozen Kannon, la Nene no Michi, il tempio Kodaiji e Entokuin. Sono piccoli extra che valgono la pena, soprattutto se vuoi vivere Higashiyama con un ritmo meno frettoloso.

Santuario Yasaka e Parco Maruyamasantuario Yasaka kyoto

Continuando a piedi, ci si ritrova quasi senza accorgersene a uno degli accessi laterali del santuario Yasaka, proprio nel cuore di Gion (ci tornerò con più calma il terzo giorno). Qui io non mi limito a “passare”: vale la pena entrare, cercare il portale principale e curiosare tra i tanti santuari minori sparsi nel complesso, perché sono quelli che spesso regalano l’atmosfera più autentica.

Appena dietro, a due passi, c’è il parco Maruyama: un angolo verde perfetto per tirare il fiato, sedersi un attimo e rallentare. In primavera cambia faccia e diventa super frequentato per la fioritura dei ciliegi, quindi se capiti in quel periodo aspettati più gente e un’aria da “picnic collettivo”.

Tempio Chion-in, Canale Okazaki e Santuario Heian

Dal parco Maruyama mi sposto verso nord, restando sempre in zona Higashiyama, perché qui ci sono tappe che si collegano benissimo tra loro. La prima è il tempio Chion-in, famoso per la sua scalinata monumentale che molti riconoscono anche grazie al film L’ultimo samurai. Il complesso è enorme, con tantissimi edifici, e già solo l’ingresso ha un impatto notevole.

Proseguendo, arrivo al canale Okazaki, una passeggiata che in primavera diventa davvero scenografica con i ciliegi in fiore. Seguendo l’acqua si arriva dritti al santuario Heian (o Heian Jingu): lo riconosci subito per il suo torii gigantesco. Se hai tempo, io ti consiglio di entrare anche per i giardini, perché sono uno di quei posti in cui Kyoto riesce ancora a sorprendermi, anche dopo diverse visite.

Giorno 2 a Kyoto: itinerario nel nord-ovest

Il secondo giorno lo dedico al nord-ovest di Kyoto, una zona perfetta se vuoi alternare grandi classici e angoli più tranquilli senza fare zig-zag inutili in città. L’idea è semplice: al mattino mi concentro sui templi del Kinukake no Michi e nel pomeriggio mi sposto verso Arashiyama, con qualche deviazione che spesso è la parte più bella della giornata.

  • Sentiero Kinukake no Michi: Kinkaku-ji, Ryoan-ji e Ninna-ji
  • Arashiyama: foresta di bambù, Tenryu-ji e zona di Saga-Toriimoto

Il sentiero Kinukake no Michi e i suoi tre templikinkakuji giappone inverno

Il Kinukake no Michi collega tre templi importantissimi dal punto di vista spirituale e, diciamolo, anche scenografici. Io parto dal più famoso, il Kinkaku-ji (Padiglione d’Oro), e cerco di essere lì all’apertura, intorno alle 9:00: è l’unico modo per goderselo con un minimo di respiro prima che arrivino i pullman.

Dopo la visita, proseguo a piedi verso il Ryoan-ji, noto per il suo giardino zen fatto di sabbia rastrellata e pietre: è uno di quei posti che si apprezzano davvero quando rallenti e ti fermi qualche minuto a osservare, senza correre via per “spuntare la tappa”.

Ultima parte del percorso: sempre camminando arrivo al Ninna-ji, che spesso è il più sottovalutato dei tre. In genere lo vedo molto meno affollato dai turisti occidentali, e per me è uno di quei templi che ripagano proprio perché puoi viverlo con più calma. In primavera, poi, ha un fascino speciale.

Arashiyama e dintorni

Dal Ninna-ji mi sposto verso Arashiyama prendendo il tram Randen: è una piccola esperienza già di per sé, anche perché è l’unico tram rimasto a Kyoto. Arrivato alla stazione di Arashiyama, vale la pena dare un’occhiata alla Kimono Forest, l’installazione con i cilindri illuminati che crea un colpo d’occhio molto particolare.

Ad Arashiyama c’è parecchio da fare. La foresta di bambù è una tappa classica e sì, spesso è affollata, ma se ci vai con l’idea di farci una passeggiata breve e poi spostarti, resta comunque un’esperienza da provare almeno una volta. Tra le visite che per me contano davvero c’è il Tenryu-ji, splendido soprattutto durante il momiji, quando le foglie cambiano colore e Kyoto si accende di rosso e oro.

Per chiudere la giornata in modo diverso, io punterei verso Saga-Toriimoto, una zona storica con case tradizionali e un’atmosfera decisamente più quieta, spesso sorprendentemente poco battuta rispetto al resto di Arashiyama. Qui mi piacciono molto due templi: Adashino Nenbutsu-ji e Otagi Nenbutsu-ji, entrambi particolari e perfetti se vuoi un finale più intimo e meno “da cartolina”.

Giorno 3 a Kyoto: Higashiyama nord e i quartieri delle geisha

Il terzo giorno lo costruisco come un mix perfetto: la mattina nella parte nord di Higashiyama, tra templi e passeggiate lente, e poi nel pomeriggio mi sposto verso il centro per chiudere in bellezza nei quartieri più suggestivi legati al mondo delle geisha. È una giornata che cambia ritmo più volte, ed è proprio questo che la rende memorabile.

  • Ginkaku-ji e il Sentiero dei Filosofi
  • Templi Eikando e Nanzen-ji
  • Mercato di Nishiki
  • Quartieri delle geisha: Pontocho, Miyagawa-cho e Gion

Tempio Ginkaku-ji e Sentiero dei Filosofitempio argento ginkakuji

Io parto dal Ginkaku-ji, il “Padiglione d’Argento”. È molto meno chiacchierato del Kinkaku-ji, ma ogni volta mi sorprende: ha un’eleganza più discreta, quasi raccolta, e per me è uno dei templi più belli da vivere con calma.

Uscendo, mi incammino sul Sentiero dei Filosofi (Tetsugaku no Michi): una passeggiata lungo un canale che invoglia a rallentare. Lungo la strada trovi caffetterie, botteghe, piccoli templi e santuari, e in primavera diventa davvero speciale quando i ciliegi in fiore si specchiano nell’acqua.

Templi Eikando e Nanzen-ji

Arrivato verso la fine del Sentiero dei Filosofi, mi aspettano due templi molto diversi tra loro, ma entrambi da mettere in lista. Il primo è Eikando, amatissimo anche dagli abitanti di Kyoto soprattutto durante la stagione dei momiji (quando le foglie cambiano colore). Detto chiaro: anche fuori dall’autunno, vale comunque la visita.

Poi, con una breve camminata, si arriva a Nanzen-ji, che non è solo un tempio ma un intero complesso con vari sottotempli e scorci interessanti. La chicca qui è l’acquedotto in mattoni costruito nel periodo Meiji, verso la fine dell’Ottocento: vedere quell’arco “occidentale” in mezzo a un contesto giapponese fa un effetto stranissimo, e proprio per questo mi piace.

Mercato di Nishiki

Da questa zona puoi fare una deviazione verso Keage se sei a Kyoto nel pieno della fioritura dei ciliegi, perché è uno di quei posti che in quel periodo diventano scenografici. Se invece non sei in stagione, io passerei oltre e prenderei la metro dalla stazione di Keage per andare in centro e puntare dritto al mercato di Nishiki, perfetto per una pausa pranzo “golosa”.

Qui trovi un po’ di tutto: spiedini, granchio, sottaceti tipici di Kyoto, dolci come mochi e dorayaki, e anche quelle cose strane e irresistibili che finisci per provare solo perché le vedi davanti. Ci sono banchi dove mangiare al volo, ma anche ristorantini più tranquilli e bancarelle dove fanno la spesa gli abitanti, quindi l’atmosfera non è solo turistica.

Quartieri delle geisha

Dopo Nishiki, io mi muovo verso il fiume Kamogawa e inizio una passeggiata tra alcuni degli hanamachi (i quartieri legati alla tradizione delle geisha). La prima tappa è Pontocho: è un vicolo stretto e si percorre in pochi minuti, ma ha un fascino incredibile, soprattutto nel tardo pomeriggio quando si accendono le lanterne.

Attraverso il fiume e arrivo a Miyagawa-cho, che in genere trovo più tranquillo rispetto ad altri punti vicini. Qui, con un po’ di fortuna, può capitare di vedere maiko o geiko (il termine usato a Kyoto) e, se ti comporti con rispetto e chiedi con educazione, a volte si fermano anche per una foto.

Infine si chiude con Gion, il nome più famoso in assoluto (in realtà sono due aree: Gion Kobu e Gion Higashi). Qui mi piace passeggiare su Hanamikoji, la via simbolo, e arrivare fino a Ichiriki, una delle ochaya più note della zona, legata alla tradizione delle case da tè.

Se ti va una Kyoto “da serie TV”, puoi anche fare un giro in alcuni angoli comparsi in Makanai: la cuoca delle maiko, come il ruscello Shirakawa e il santuario Tatsumi: piccoli dettagli, ma super scenografici per chi ama quell’atmosfera.

Kyoto in 4 o 5 giorni: alternative e gite fuori porta

Se Kyoto l’hai già vista una volta, oppure hai la fortuna di restare 4 o 5 giorni, ti conviene andare oltre i “soliti noti” e costruirti un itinerario più personale. Io di solito alterno altre tappe in città a escursioni nei dintorni, così evito l’effetto maratona e mi godo anche una Kyoto più quotidiana.

Alternative in città (perfette se vuoi restare a Kyoto senza spostarti troppo)

  • Palazzo Imperiale e parco: in pieno centro, facile da raggiungere e ideale per una passeggiata rilassata.
  • Castello di Nijo: legato a Tokugawa Ieyasu, con numerosi edifici di grande valore storico e culturale. Ci arrivi comodamente anche dal Palazzo Imperiale.
  • Higashi Hongan-ji e Nishi Hongan-ji: due templi imponenti a poca distanza l’uno dall’altro, molto vicini alla stazione di Kyoto.
  • Kamishichiken e santuario Kitano Tenmangu: l’hanamachi più “fuori rotta”, tranquillo e autentico. Il santuario è bellissimo e c’è anche un mercatino mensile che merita.
  • Tempio To-ji: famoso per la sua pagoda e per il mercatino Kobo-san. In stagione autunnale spesso ci sono anche illuminazioni serali scenografiche.
  • Tempio Tofuku-ji: a una sola fermata dalla stazione di Kyoto, spettacolare durante il momiji, ma piacevolissimo anche in estate.
  • Museo ferroviario di Kyoto: super consigliato se ti piacciono treni e storia del Giappone moderno, con esposizioni ricche e una collezione di locomotive a vapore davvero impressionante.

Idee per escursioni e zone alternative (senza cambiare base)

  • Distretto del sake di Fushimi: vicino a Fushimi Inari, tra canali, birrifici di sake e una storia legata anche alla Restaurazione Meiji. È una zona perfetta se vuoi un pomeriggio diverso dal solito.
  • Ohara: un villaggio di montagna dal sapore rurale, a nord di Kyoto. Qui mi piace venire per respirare natura, soprattutto in autunno, e visitare Sanzen-in e Jakko-in.
  • Kibune e Kurama: due località tra le montagne del nord, ottime in stagione di momiji e ideali se cerchi aria fresca, sentieri e un’atmosfera più “di campagna”.

Escursioni e attività consigliate a Kyoto

Powered by GetYourGuide

 

Come muoversi a Kyoto

Muoversi a Kyoto è leggermente meno intuitivo rispetto a Tokyo. Qui la metropolitana ha solo due linee, quindi non copre tutta la città come ci si potrebbe aspettare. Proprio per questo, nella maggior parte dei casi finisco per usare l’autobus, che di fatto è il mezzo più utile per raggiungere i principali punti di interesse.

La rete degli autobus è molto estesa e arriva praticamente ovunque, ma c’è da sapere una cosa: i mezzi sono spesso piccoli e affollati, con sedili piuttosto stretti. Inoltre, tra traffico e salite/discese dei passeggeri, possono risultare lenti nelle ore di punta. Se hai un itinerario serrato, meglio calcolare sempre qualche minuto extra.

Per chi visita la città per la prima volta, possono tornare utili le linee turistiche chiamate Raku Bus (linee 100, 101 e 102), che collegano molti dei luoghi più famosi. Le linee 100 e 101 partono dalla stazione di Kyoto, mentre la 102 serve anche la zona del Sentiero dei Filosofi. Attenzione alle modalità di salita: sulla linea 100 si entra dalla porta anteriore e si paga subito, mentre sulle 101 e 102 si sale da dietro e si paga quando si scende.

Esistono anche autobus turistici hop-on/hop-off, comodi se vuoi un giro panoramico senza pensieri e con fermate fuori dai circuiti più tradizionali. Personalmente li considero un’opzione pratica se hai poco tempo o preferisci evitare coincidenze e cambi.

Sugli autobus di Kyoto c’è una novità che, in pratica, ti semplifica la vita: dalla fine del 2024 le macchinette a bordo restituiscono il resto (con una limitazione importante: accettano solo banconote da 1000 yen). È più comodo rispetto a quando bisognava avere l’importo esatto, anche se il pagamento al volo resta un po’ macchinoso. Per questo io ti consiglio di andare sul sicuro e usare una Suica, Pasmo o una carta equivalente.

Se hai il JR Pass, sfruttalo per gli spostamenti in treno verso alcune tappe comode: puoi arrivare ad Arashiyama, al tempio Tofuku-ji, al santuario Fushimi Inari e anche fare gite in giornata a Nara e Osaka. Il limite è che molte altre attrazioni famose di Kyoto non hanno una stazione JR davvero vicina, quindi spesso finisci comunque per combinare treno + bus o camminate.

Oltre a JR, a Kyoto funzionano molto bene anche alcune compagnie private come Keihan, Kintetsu e Hankyu, utili per collegare diversi punti d’interesse. La cosa comoda è che, anche qui, nella maggior parte dei casi puoi pagare semplicemente con la tua Suica/Pasmo (o simili), senza impazzire ogni volta con biglietti e contanti.

Itinerario 3 giorni a Kyoto in breve

Sezione Cosa include Ideale per
Giorno 1 Fushimi Inari, Kiyomizudera, Sannenzaka/Ninenzaka, Yasaka, Maruyama, Chion-in, Okazaki, Heian Prima volta a Kyoto, grandi classici
Giorno 2 Kinukake no Michi (Kinkaku-ji, Ryoan-ji, Ninna-ji) + Arashiyama (bamboo grove, Tenryu-ji, Saga-Toriimoto) Templi top + natura e quartieri storici
Giorno 3 Ginkaku-ji, Sentiero dei Filosofi, Eikando, Nanzen-ji, Nishiki, Pontocho, Miyagawa-cho, Gion Kyoto più “poetica” + atmosfera serale
Alternative 4-5 giorni Palazzo Imperiale, Nijo, Hongan-ji, Kitano Tenmangu/Kamishichiken, To-ji, Tofuku-ji, Museo treni, Fushimi sake district, Ohara, Kibune/Kurama Seconda visita o più tempo in città
Come muoversi Bus (Raku Bus 100/101/102), metro (2 linee), treni privati (Keihan/Kintetsu/Hankyu), pagamenti con Suica/Pasmo Pianificazione pratica e risparmio tempo

 

Non perdere
cervi di nara
Nara in un giorno: Itinerario smart tra Cervi, Templi e Giardini